Istat, con gli energetici l'inflazione a settembre vola al 4,2%. Rincari sul carrello della spesa
L'inflazione torna a crescere a settembre. Secondo le stime preliminari diffuse dall'Istat, nel corso del mese l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al netto dei tabacchi, ha registrato un aumento dello 0,7% rispetto al mese precedente e del 4,2% su base annua, contro il +3,3% rilevato ad agosto. L'Istituto evidenzia come l'andamento dell'inflazione continui a essere condizionato soprattutto dal rialzo dei prezzi dei Beni energetici, passati dal +17,1% al +22,3%.
I prezzi dei Beni accelerano più dei Servizi
La forte crescita registrata su base annua è legata principalmente al nuovo aumento dei prezzi dei Beni energetici. Tra questi, gli Energetici regolamentati, che comprendono le tariffe dell'energia elettrica e del gas nel mercato tutelato, mostrano un incremento determinato soprattutto dall'andamento del Gas di città e del gas naturale nel mercato tutelato, mentre i prezzi dell'Elettricità nel mercato tutelato rimangono invariati. Per quanto riguarda invece gli Energetici non regolamentati, che comprendono anche i carburanti e le forniture di luce e gas nel mercato libero, si registra una maggiore crescita dei prezzi del Gasolio per i mezzi di trasporto, del Gasolio per riscaldamento, della Benzina, del Gas di città e gas naturale nel mercato libero e dell'Elettricità nel mercato libero.
Anche i prodotti alimentari, secondo le rilevazioni provvisorie dell'Istat, evidenziano nel complesso un aumento dei prezzi al consumo su base annua. A incidere maggiormente è soprattutto l'accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati, sostenuta dall'andamento di Ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi, oltre che da Frutta e frutta a guscio. Rimane invece lievemente negativa la variazione dei prezzi degli Alimentari lavorati.
Le stime preliminari indicano inoltre che l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) è aumentato del 2,0% su base mensile. La variazione è legata anche alla conclusione dei saldi estivi, un elemento che non viene considerato dall'indice Nic. Su base annua, invece, l'incremento raggiunge il 4,1%, rispetto al +3,2% registrato nel mese precedente.
L'inflazione media acquisita per il 2026, calcolata a settembre e corrispondente alla variazione media che si avrebbe nell'intero anno qualora i prezzi rimanessero invariati nei mesi restanti, sale al +3,1% per l'indice generale. Rimane invece ferma al +1,9% l'inflazione di fondo, calcolata escludendo i beni energetici e gli alimentari freschi. A comunicarlo è l'Istat attraverso la diffusione delle stime provvisorie mensili sui prezzi al consumo.
A settembre il carrello della spesa aumenta dell'1,7%
A settembre cresce anche il costo del cosiddetto carrello della spesa, che comprende i prodotti alimentari, quelli destinati alla cura della casa e quelli per la cura della persona. L'aumento dei prezzi raggiunge l'1,7% su base annua, in netto rialzo rispetto allo 0,9% registrato ad agosto. Crescono anche i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, la cui variazione passa dal +4,3% al +5,3%. I dati sono contenuti nelle stime preliminari mensili dell'Istat sui prezzi al consumo.
L'inflazione di settembre raggiunge il livello più alto degli ultimi tre anni
Il dato del 4,2% di inflazione registrato a settembre, sulla base della stima preliminare dell'Istat, rappresenta il livello più elevato degli ultimi tre anni. Secondo le serie storiche dell'Istituto, per trovare un aumento dei prezzi superiore bisogna tornare a settembre 2023, quando l'inflazione aveva raggiunto il 5,3%.
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