Lo sfogo di un medico romano esasperato: “Mo basta cazzate…”

Il medico è quello in questo periodo più arrabbiato di tutti. Perché il medico conosce la questione dell’emergenza, conosce il pregresso, conosce la situazione. Continua a lavorare in condizioni impossibili e vede che ai suoi sforzi non corrispondono altri sforzi da parte di chi dovrebbe essere responsabile. E allora finisce che un medico posti un video sulla sua pagina Facebook in cui grida tutta la sua esasperaione giustificatissima. Il medico ha appena finito di guardare i telegiornali e le trasmissioni che più che altro ci spaventano e sbotta: “Questi dati sono falsi. I dati che ci danno tutti i giorni in tv sono falsi”. E spiega perché.

Il medico: “Attenti, i dati sono falsi”

“Falsi perché un rapporto tra chi guarisce e chi muore lo si può fare solo se si conosce il numero dei malati complessivo. Se non si fanno i tamponi a tutti, non si può avere la percentuale di chi muore e di chi vive. Ed è evidente – prosegue – che se si fanno i tamponi soltanto a quelli che arrivano in ospedale con la febbre alta e difficoltà respiratorie, non si possono fare statistiche e percentuali. Perché ci sono persone – rivela il dottore – come me: asintomatico ma che probabilmente sono un contagiato, e di me non sa niente nessuno. Quindi è chiaro che i numeri non sono questi. Non vi fate abbindolare. Ossia, se si facessero i tamponi a tutti, e poi muore il 30 per cento, si può dire che la mortalità è del 30 per cento”.

I medici senza i mezzi per fare i tamponi a tutti

E prosegue nella sua argomentazione: “I medici sul campo, come me, probabilmente sono contagiati; ebbene se moriremo o guariremo, non rientreremo comunque nelle statistiche. Sono disposto a sottoscrivere che la mortalità di questo virus, alla fine si aggirerà intorno all’1, 1,5 per cento. Questa è la verità, perché non abbiamo idea di quanta gente sia malata. Noi sappiamo solo di quelli a cui hanno fatto il tampone, mentre in Corea e in Cina l’hanno fatto a tutti, e infatti hanno dei numeri più veritieri. Poi sui tamponi vi raccontano un’altra balla: non è che non li fanno perché non hanno la stecchetta, quelle ci sono, ma perché mancano i reagenti, manca il personale che li legge, mancano i microscopi. Ecco perché”.

La classe politica ha rovinato la professione e la sanità

Il dottore conclude spiegando i motivi a monte di questa difficoltà e lancia la sua accusa. “Manca tutto perché i politici hanno tagliato la sanità negli anni scorsi. Sì, il politico che ora non sa che fare e che si nasconde”. Poi si rivolge direttamente a Zingaretti: “Tu che hai preso il coronavirus, sappi che il ragazzo che ti viene a prendere la pressione, prende 800 euro al mese, perché tu hai tagliato tutto. E se i tamponi in questa emergenza non si fanno è colpa di tutti i politici che hanno tagliato la sanità. E ciò è tanto più grave perché medici italiani – conclude il dottore – sono un’eccellenza. Non hanno nulla da imparare dai colleghi di qualsiasi altra nazione. Solo che gli altri hanno le strutture, i mezzi, le risorse”.

“Noi medici non dimenticheremo”

Il dottore critica anche la decisione di fare il numero chiuso a Medicina, che ci costringe adesso a tentare di reperire medici giovanissimi e pensionati. “Si è fatto di tutto per svilire questa professione. E il colpevole è questa classe politica di m….”. In conclusione, il medico si appella a noi pubblico. Non facciamoci prendere in giro, perché il virus è certo pericoloso, ma non così tanto come cercano di farci credere. Perché in definitiva, la scelta di chiudere la nazione discende dal fatto che non possiamo fare i tamponi, per i motivi anzidetti. Si sarebbe potuto evitare benissimo se non avessero fatto i tagli. Ma i medici questa cosa non se la scorderanno.