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Amianto e navi ex USA : primo risarcimento americano per il decesso di un dipendente civile Marina Militare.

Sarà risarcita la famiglia di R.M. operaio civile dell’Arsenale marina militare di Taranto deceduto per mesotelioma pleurico esposto per molti anni all’amianto lavorando a bordo delle navi ex USA vendute alla Marina Militare Italiana.
Dopo i marinai quindi si apre con questo primo caso la possibilità di risarcimento negli Stati Uniti per tutti i dipendenti civili del Ministero Difesa che hanno lavorato a bordo delle navi americane respirando amianto e contraendo patologie asbesto correlate. L’associazione Contramianto e altri rischi onlus che ha seguito il lavoratore e poi i familiari ha creduto sin dall’inizio nella richiesta di risarcimento statunitense affidandosi all’esperienza dell’Avv. Mitchell Cohen di Philadelphia e dello Studio Ceriani di Milano con l’Avv.ssa Sabrina Magni, uno staff vincente che sulla base dell’ampia documentazione lavorativa e sanitaria raccolta da Contramianto hanno validamente sostenuto negli Stati Uniti la richiesta del danno subito. Un successo quello dell’Avv. Mitchell Cohen che va ad aggiungersi ai tanti altri risarcimenti ottenuti per i marinai italiani negli Stati Uniti.
La storia di R.M. è identica a tante altre vicende che purtroppo l’amianto ha determinato nelle vite delle famiglie. Una vita spesa come operaio civile del Ministero Difesa lavorando nell’Arsenale di Taranto a bordo delle navi molte ex USA, in luoghi stretti dove l’aria e le fibre di amianto stazionavano, lavorando senza protezioni e nella più totale ignoranza di quello che accadeva giorno dopo giorno, fianco a fianco con chi manipolava amianto senza divisioni tutti insieme. L’amianto killer e le fibre uncinate si sono impossessati dei suoi polmoni e la malattia latente si è manifestata decenni dopo.
La diagnosi non lasciava scampo: mesotelioma pleurico, il tumore di certezza dell’amianto.
Decine e decine i casi seguiti da Contramianto onlus, civili e militari, almeno trenta i decessi per mesotelioma di operai dell’Arsenale di Taranto e altrettanti per tumore da amianto, centinaia i casi di asbestosi, ispessimenti placche pleuriche. Taranto e il suo Arsenale rappresentano lo specchio di una tragedia nazionale rimasta per troppi anni nascosta una questione che Contramianto sta combattendo quotidianamente innanzitutto sul piano della salute partendo dalla sorveglianza sanitaria gratuita per gli esposti all’amianto e assistendo ammalati e famiglia anche attraverso un adeguato supporto psicologico.
Certo è che le esposizioni all’amianto non riguardano unicamente l’Arsenale di Taranto essendo numerosissime le navi americane vendute all’Italia nel dopoguerra e successivamente cantierizzate anche negli Arsenali di Brindisi, La Spezia, Augusta o navi USA sulle quali sono state eseguite riparazioni nella base di Napoli. Contramianto sta raccogliendo dati e testimonianze assistendo al risarcimento lavoratori e familiari. L’Avvocato Mitchell Cohen cha aveva partecipato con l’avv. Claudio Ceriani e l’avv. Sabrina Magni nell’aprile 2009 al Convegno su amianto e giustizia di Taranto aveva già in quella occasione illustrato la vasta problematica risarcitoria americana dove le industrie navali di produzione di imbarcazioni, apparati o parti contenenti amianto stanno indennizzando anche cittadini stranieri che hanno subito danni alla salute da patologie amianto correlate in particolare patologie maligne quali cancro ai polmoni, mesotelioma pleurico, tumore gastro-intestinale, tumore allo stomaco, al colon e patologie non maligne: asbestosi, ispessimenti ,placche pleuriche.
Riteniamo utile dare massimo risalto alla vicenda anche in relazione ai tempi relativamente brevi della fase risarcitoria che permettono una rapida conclusione dei procedimenti e alle spese legali da corrispondere solo in caso di vittoria.

Ulteriori informazioni possono essere richieste direttamente a
CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS
VA NITTI 2A 74123 TARANTO
cell. 3288228177 fax 0996903114 E-mail contramianto@libero.it
author CONTRAMIANTO 01:03 30/05/10
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